[LOCAL] Perché il co-working stenta a decollare a Siracusa?

Ogni tanto mi piace scendere un po’ nel particolare e analizzare alcune situazioni della mia città di origine, Siracusa, piccola ma “smart” grazie all’ingresso nella sperimentazione del CNR.

Oggi parliamo di co-working, l’intelligente pratica di condividere uno spazio di lavoro, per risparmiare sui costi di gestione di un ufficio e, soprattutto, per poter mettere in comune con altri idee e progetti, in modo da creare una rete di intelligenze e professionalità utili per la propria crescita lavorativa.

Tutto molto bello, direbbe Bruno Pizzul, se non fosse che in realtà la cosa non funziona granché bene…per lo meno proprio a Siracusa.

Tuttavia, in un contesto in cui la stragrande maggioranza dei giovani, una volta terminato il percorso di studio, si trovano loro malgrado ad essere precari o freelance, l’humus teorico sul quale può attecchire l’idea di lavoro in comune sembra esserci tutto.

Allora, quali possono essere i motivi di questo atteggiamento tutto sommato diffidente? Provo a rispondere, senza ovviamente presunzione di infallibilità.

1) Il co-working è comodo, ma casa di papà e mamma ancora di più

Tutti i freelance cominciano a lavorare nella propria stanzetta, poi si spostano in qualche sala più grande, infine in garage, adattandosi in un continuo compromesso tra comfort, privacy e praticità. Queste soluzioni, seppur scomode all’apparenza, hanno in comune una cosa: le utenze (luce, acqua, internet) e l’affitto/mutuo li pagano papà e/o mamma, cosa che rende il luogo di lavoro gratuito…e quindi misteriosamente più confortevole.

2) L’obiettivo resta l’ufficio/studio personale

E’ inutile, fa troppo figo dire “vado nel mio ufficio, vediamoci nel mio studio”. Il pensiero di molti giovani siracusani è quello di spiccare da subito il grande salto, senza ricorrere a soluzioni ritenute, erroneamente, “accattone”.”Se devo uscire di casa e pagare – pensano molti di questi giovani professionisti – tanto vale aspettare ancora un po’ e aprirmi qualcosa di mio”. La mentalità dei “ciuci” (traducibile con “ostentazioni” più o meno) che tanto male ha fatto e continua a fare a questa città.

3) Il co-working è caro!

Questo dipende ovviamente dal tipo di co-working che andrete a scegliere ma, in linea di massima, tutte le strutture offrono soluzioni molto flessibili, dal pagamento a ore effettive di utilizzo fino ai vari forfait, che possono arrivare al mese intero. Ad esempio, in molti casi con 300 euro mensili è possibile utilizzare tutte le opportunità offerte dalla struttura, che non sono la semplice scrivania con il collegamento ad internet, ma possono includere spazi comuni, sala riunioni e/o conferenze, giardino, cucina ecc. Certo, a prima vista può sembrare caro, ma provate ad affittare un bilocale uso ufficio in zone decenti, aggiungete luce, acqua, internet e telefono, sommate la Tari e parte della Tasi (a carico degli inquilini) e poi ditemi cosa è più caro!

4) Non ho un cacchio da condividere!

Ecco una delle pecche ataviche del siracusano: si crede l’ultimo dei mohicani in tutto quello che fa, come lui non c’è nessuno e, di conseguenza, non ha nulla da condividere perché ce la può fare da solo. E allora si apre la ditta individuale, si fa ammazzare di contributi Inps e spera di aggredire il mondo del lavoro solo perché è bravo…sbagliato! Peggio ancora se sei bravo per davvero: da solo, non vai da nessuna parte. E’ la rete che ti spinge.

5) Il siracusano peggiore: l’invidioso e il diffidente

Questo è, ahinoi, uno degli elementi che più ci contraddistingue nel mondo. Mentre infatti al punto 4 si parlava di un professionista che non pensa sia necessario condividere le proprie idee e contatti perché sostanzialmente si ritiene in grado di “sfondare” da solo, in questo punto ci riferiamo a coloro i quali non vogliono in nessun caso operare in rete, se non con persone strettamente fidate e facilmente “gestibili”. Sono “le eminenze grigie”, quelli del cerchio magico, personaggi che rappresentano tutto il peggio che la città ha dato in questi anni. A costoro non interessa il networking, interessa arricchirsi a scapito degli altri e pertanto sono incompatibili con l’idea stessa di co-working. Meglio tenersene alla larga!

A Siracusa però le strutture di co-working, generalmente posizionate in posti molto belli o storici, in attesa dell’esplosione (che prima o poi verrà, ne siamo sicuri!) si sono sapute reinventare come sede di eventi e attività formative.

Attività che vi invitiamo a seguire attraverso gli annunci che sono solito diffondere dal mio account Twitter e dalla pagina Facebook!

 


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...