Il TAV vista da un siciliano “viaggiatore”

Quelli della mia generazione sono forse stati gli ultimi ad avere avuto, ai tempi delle elementari, “la maestra”, solitaria e autorevole, a volte mamma a volte feroce dittatore.

Quando, nelle inevitabili liti che tra ragazzini potevano esplodere per un qualunque motivo, si finiva per alzare le mani, le punizioni erano le medesime sia per il “colpevole”, cioè per chi “aveva cominciato”, sia per chi, pur essendo in posizione di teorica “ragione”, era passato dalla parte del torto semplicemente perchè aveva alzato le mani.

A tutto questo poi si aggiungeva “il resto”, cioè gli inevitabili scappellotti supplementari che mia madre aggiungeva a quelli della maestra, cosa ormai impensabile ma che ha contribuito ad instillare in noi ragazzini concetti come rispetto ed educazione, altamente rari da trovare adesso.

La noiosa premessa serve a spiegare il mio pensiero sulla violenza: essa porta sempre negatività.

In questo post non affronteremo le ragioni e i dati dei favorevoli o contrari all’opera in Val di Susa, perchè non ne abbiamo le competenze e perchè, soprattutto, non ne ho voglia.

Oggi voglio raccontare ai miei amici che protestano contro l’installazione di un treno veloce, quello che avviene nella mia regione, e perchè un Siciliano vero, anche se di sinistra, persino antagonista, non può che guardare con occhi carichi di invidia e livore un progetto così faraonico, l’ennesimo, proposto per il nord…

La Sicilia come noto ha ben 9 province, e si parlava addirittura di istituirne altre 2; di queste, le più importanti sono senza dubbio Palermo, Messina e Catania.

Messina e Catania, per quanto non certo esempio da imitare, godono di una discreta arteria autostradale (due corsie, ma qui è tutto grasso che cola), che termina a Rosolini (in provincia di Siracusa); il treno ha un tempo di percorrenza di un’ora e 20, tutto sommato accettabile anche se si tratta di soli 95 chilometri.

Messina e Palermo hanno invece un abbozzo di autostrada, più volte inaugurato ma attualmente in condizioni pietose, un vero percorso a ostacoli; i tempi di percorrenza in treno sono di circa 3 ore, per una distanza di 228 chilomentri

Catania e Palermo hanno una orrenda ma funzionale autostrada che le collega (e che porta pure a Enna e Agrigento), ma il discorso quando si parla di treno comincia a diventare assurdo: dalle 4 alle 6 ore per fare 212 chilometri!

Ma tutto questo non basta: oltre ai tempi dilatati infatti, quello che più sconvolge un eventuale turista proveniente non dico dalla Finlandia ma da Milano per esempio, è il tipico odore di urina presente in quasi tutti i regionali che attraversano l’Isola; le stazioni minori poi sono ormai tutte chiuse, senza personale, e i biglietti si acquistano solo nei tabaccai.

Ora immaginate il mio sconforto nel vedere persone che protestano perchè “gli fanno i treni ultra veloci”: io piangerei di commozione se ne facessero di mediamente veloci e puliti qui dalle mie parti!

Io però sono un discreto viaggiatore, in macchina sopratutto (ma in passato anche in treno) e non posso non raccontarvi cosa succede quando, in maniera del tutto incauta, si decide di attraversare lo Stretto di Messina su un treno.

Per prima cosa, sappiate che arrivati in quel di Messina (o di Villa San Giovanni se state scendendo), vi toccherà partecipare ad un balletto inquietante, in cui il vostro treno verrà letteralmente spezzettato e trasbordato sul traghetto dopo innumerevoli manovre, il tutto per la durata stimata di circa due orette abbondanti.

A questo, dovete aggiungere che durante le manovre verranno spenti eventuali riscaldamenti o refrigeramenti, lasciandovi  a battere i denti d’inverno o a fare la sauna in estate.

Infine, come danno che si aggiunge alla beffa, vi sconsiglio fortemente di scendere durante la traversata e lasciare quindi incustodito il vostro bagaglio: al massimo, se viaggiate con qualcuno, potete fare i turni…

Eccola quindi la situazione dalla quale noi, siciliani del terzo mondo, guardiamo chi protesta “perche gli fanno il treno veloce”; se domani mi dicessero che con le risorse della Val di Susa si andrebbe a costruire una TAV Palermo – Messina – Catania, allora penso che andrei anche io a manifestare contro quest’opera.

Per ora, mi ritrovo qui a pensare che, come sempre, chi ha il pane non ha i denti…


2 thoughts on “Il TAV vista da un siciliano “viaggiatore”

  1. io credo che la situazione (qui, non lì) sia un pochino diversa da come la descrivi: non mi posso definire un NO TAV nel senso vero del termine, ma quando vedo una popolazione come quella della Valle di Susa (della parte bassa in particolare, più vicina a Torino) reagire ad un “regalo” come lo definisci, come minimo mi pongo delle domande. Dici di non volere entrare nel merito della questione per mancanza di competenza e soprattutto di voglia, ma pensa solo a quante linee ferroviarie potrebbero essere aggiornate, velocizzate e ripulite (forse anche profumate e messe in sicurezza al punto da poter lasciare incustodito il proprio bagaglio), a partire da quella nostra (della Valsusa) che già c’è. La linea che si vorrebbe costruire in più è passata da una destinazione “passeggeri” (Treno ad Alta Velocità) ad una “merci” (Treno ad Alta Capacità). In più questa “ferrovia” come la chiamano alcuni la pagheranno e salata “come sempre” tutti gli italiani siciliani compresi. Noi la pagheremo un po’ di più perchè ne andrà della nostra salute, del turismo di cui vivono alcune località, della terra sulla quale hanno lavorato (agricoltori, allevatori …) che, poveri “cretinetti”, in difesa del proprio pezzo di terra sono disposti a prendersi una bella scossa piuttosto che vedersi portare via casa e lavoro a fronte di qualche famigerata “compensazione”. La TAV (come la legge) non è uguale per tutti. Battiti perchè i soldi di questa finiscano a farne una Palermo – Messina – Catania, purchè senza danni all’ambiente al territorio e alle persone che ci lavorano. Ti assicuro che io e molti qui dalle mie parti saranno improvvisamente SI TAV. Per inciso, la violenza ha bisogno di “maestre” che puniscano e in ugual misura entrambe le parti violente e di “mamme” che rincarino la dose ad entrambi. Gli imbecilli si trovano dentro i loro vestiti.

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