Siracusa, la città delle occasioni sprecate

Il logo del Gold Elephant World

Quando, circa due mesi fa, la direzione del Gold Elephant World (conosciuto allora come Catania Film Fest) decise di affidare a due giovani e promettenti siracusani la promozione degli eventi legati al festival proprio nella provincia aretusea, quasi volavo per l’entusiasmo.

Inutile dire che uno di quei due giovani promettenti ero proprio io: il motivo della gioia non era tanto l’aver ottenuto l’incarico (cosa che doveva comunque essere già motivo di orgoglio) ma più che altro l’incredibile portata dell’evento, così ricco e interessante che, ne eravamo sicuri, a Siracusa qualunque soggetto a cui l’avremmo proposto avrebbe fatto carte false per farne parte.

L’offerta che proponevamo era molto semplice: una visibilità pazzesca data dalla prima grande rassegna interdisciplinare dell’Isola. Dico la prima, perchè il festival del cinema di Taormina, per esempio, pur essendo molto più famoso è in sostanza una semplice rassegna di film, con una giuria che premia i più belli delle diverse categorie.

Il progetto del Gold Elephant World invece è decisamente più ambizioso: alle proiezioni di film infatti, tra cui almeno due grosse prime che non posso svelare, si affiancano seminari, workshop, eventi collaterali ma soprattuto per la prima volta si introduce in una manifestazione simile sia il Musical che il Teatro.

Inoltre, grazie agli enormi spazi del Palasport di Acireale (che insieme al Palazzo Manganelli a Catania saranno le sedi degli eventi), è data la possibilità di far incontrare tra loro maestranze, scuole di ballo o musical, registi e produttori, per una sorta di mercato dell’arte aperto a tutti gli interessati.

Non mancano ovviamente i bandi per cortometraggi, musical e per le diverse scuole: insomma, un mondo aperto, in continuo movimento, ricco di iniziative e di ampio respiro.

La provincia di Siracusa aveva l’opportunità di ospitare almeno 3 eventi di prima fascia: uno spettacolare Flash Mob, uno o più casting da affidare ad artisti famosissimi e un party esclusivo a tema Burlesque; oltre a questi, tutte le scuole di danza interessate potevano partecipare alla serata finale presso il Palasport di Acireale, proponendosi e presentando una coreografia.

Dopo i primi contatti, generalmente positivi ed entusiastici, TUTTI I SOGGETTI DA NOI CONTATTATI, che poi sono in sostanza tutti i soggetti in grado di ospitare almeno uno dei diversi eventi, HANNO LASCIATO CADERE LA COSA.

Il meccanismo era sempre lo stesso: dopo un interesse iniziale, più o meno velato, e qualche contatto, improvvisamente finivano i segni di vita: niente, nessuna mail o telefonata, niente di niente.

Il lettore, giunto a questo punto, si chiederà quanto diamine abbiamo chiesto per questo tipo di sponsorizzazioni, in termini monetari; la risposta è molto facile, poichè si tratta della prima edizione del festival, i costi erano bassissimi, a volte ridicoli, in ogni caso neppure paragonabili ad esempio al cachet di uno qualunque dei cialtroni del Grande Fratello.

Non si tratta, miei cari amici, di un fattore economico: qui si tratta della pigrizia, dell’accidia che coinvolge una intera città. Qui la pubblicità non è un investimento, è un costo; non si capisce che per un’azienda il poter ospitare un vero artista (ripeto, non un cialtrone qualunque) e poi avere il marchio affisso in tutte le location è un richiamo incredibile, un’occasione di visibilità unica.

No, qui abbiamo i centri commerciali che fanno i finti Grande Fratello con i cubi di plexiglass, altri che non finiranno mai di costruire e stanno palesemente andando in malora, altri che si dedicano alle cagatelle di San Valentino, altri ancora che aspettano le risposte da non si sa quali città sperdute del Nord Italia.

Per non parlare della bellissima serata Burlesque: nessun locale della provincia si è dimostrato interessato, preferendo pagare fior di quattrini per DJ mignotte che suonano ignude, cialtroni provenienti dalla seconda fascia della TV o sconosciuti che non si sa dove e se suonano; gente che rifiuta di organizzare serate perchè rischia di guadagnare meno del solito (non sapendo la reazione al Burlesque del pubblico di Siracusa), locali che ignorano di proposito le tue email, altri locali che hanno la casella piena e ti rifiutano il messaggio (ma come cazzo si fa ad avere la casella piena nel 2012?!?!)

Insomma, alla fine sempre la stessa storia: a poche decine di chilometri da qui, Catania vivrà una settimana intensissima e ricca di eventi, mentre Siracusa affogherà nella sua ignavia.

Io però non mi arrendo: mi rifiuto di partecipare a questo scadimento generale, ed è per questo che il prossimo anno, una volta che vedranno in città l’eco nazionale della manifestazione, godrò ancora di più nel proporre le stesse cose al triplo del prezzo, vedendole questa volta accettate.

Siracusani, svegliamoci!


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