Forconi, una protesta dovrebbe avere più criterio!

I blocchi nelle autostrade siciliane

Parafrasiamo il buon Barbalbero, incazzato con Saruman che gli ha bruciato mezza foresta, per esprimere un breve giudizio su quanto sta accadendo nella mia terra in questi giorni.

Premetto subito che i motivi della protesta sono più che validi: in una terra martoriata dall’inquinamento delle raffinerie, ci tocca pagare la benzina come e più del resto d’Italia, senza contare che qui il trasporto su gomma è davvero fondamentale, non avendo di fatto ferrovie decenti (e ringraziamo per questo le politiche scandalose di Trenitalia).

Un regime fiscale diverso non solo è possibile ma addirittura doveroso: in fondo nelle zone di confine il carburante costa già molto meno e la Sicilia è, per mille motivi, la terra più di confine in Italia.

A questo vanno poi aggiunti gli assurdi costi di traghettamento per attraversare quella lingua di mare che è lo stretto di Messina: una volta esistevano delle tariffe agevolate per chi abitava in Sicilia e in Calabria, ma già da parecchi anni sono state soppresse. (Qui andrebbe pure inserito un discorso sul Ponte, ma non lo faccio: per inciso la ritengo un’opera fondamentale, ma solo dopo aver ammodernato tutta la rete stradale e ferroviaria dell’Isola, a quel punto sarebbe una naturale diretta conseguenza).

I trasportatori, gli agricoltori, i pescatori hanno quindi tutto il diritto ad essere furiosi: il problema è che a rimetterci non doveva essere il popolo, ridotto ad una carestia forzata e privo di carburante.

La protesta andava effettuata in senso “autarchico”: si dovevano bloccare solo i prodotti in uscita dall’Isola, a cominciare proprio dal carburante raffinato per finire con le derrate alimentari. In questo modo avremmo creato disagi agli altri, non certo a noi…

Inoltre, compito dei manifestanti doveva essere l’isolamento dei soliti esaltati, con o senza insegne di partito, perchè manifestare è sempre un diritto ma mai un dovere.

In questo modo invece si è dato adito alle solite fastidiose strumentalizzazioni, con le infiltrazioni “mafiose” ecc, che tanto per cambiare sminuiscono il senso di una protesta autentica e spinta dalla disperazione.

Ora, come ho letto, il tutto dovrà finalmente spostarsi a Roma: mi sembra la naturale evoluzione, anche se realisticamente mi aspetto molto poco. Per lo meno, per qualche giorno hanno parlato di noi…


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