due sicilie

Piccola premessa: ci sarebbe da piangere e urlare disperati per il crollo del viadotto Himera sulla A19 Catania – Palermo. Avremo mesi e anni per farlo infatti. Ci sarebbe pure da impugnare i vecchi forconi di Mariano Ferro e andare, passando da Messina, all’ARS. Ma non lo fate!

Tolte le premesse, possiamo approfittare per individuare alcune cose che possono succedere riavendo, finalmente, il Regno delle Due Sicilie.

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peperoncino-controindicazioni

Prendo spunto da un recente episodio personale per avviare con voi una riflessione sulla viralità nei social Network, argomento già trattato in passato.

Come ricorderete (senz’altro!) tempo fa individuai nella regola aurea Gatti-Meteo-Tette-Culi la formula (non certa, ma probabile) per la viralità, cosa che confermo anche oggi; ma forse, è arrivato il momento di aggiungere un altro elemento, ossia la sconcezza.

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Expo2015

C’ho una voglia pazzesca di Expo 2015!

Se ne comincia a parlare con regolarità (finalmente!) e non più con l’accezione negativa dovuta alle note vicende giudiziarie, ma adesso la mia voglia di Expo 2015 è già alle stelle!
Non lo so il motivo qual è di preciso, certo però posso provare ad immaginarlo…anzi proviamo ad immaginarne tanti!

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salumi calabresi

Quando mi chiedono le origini della mia passione per l’enogastronomia di qualità, mi piace descrivermi come il frutto di tre distinte tradizioni: quella siracusana, di nascita, quella ragusana, di origine dal lato materno, e quella calabrese, regione che ha dato i natali a mio padre.

Un mix al contempo bello e pericolosissimo, tre grandiose culture la cui cucina rasenta il sublime, seppur con sfumature diverse. Il risultato è, purtroppo, un cronico problema di peso che mi porto da quando ho finito lo svezzamento, ma tant’è…

Oggi parlerò degli influssi calabresi, che sin da piccolino hanno interessato la mia alimentazione. E quando si parla di Calabria, non si può fare a meno dei suoi salumi.

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siracusa da fare

Quando ormai qualche settimana fa lanciai la sfida di una giornata siracusana dedicata alle Attività Produttive, in cuor mio speravo di sollevare quanto meno un dibattito, un po’ di polverone insomma.

Mai avrei pensato che la mia iniziativa, frutto di una semplice presa d’atto rispetto ad una realtà economica locale ormai al collasso, sarebbe stata sposata da tutti i soggetti a cui era diretta, sia istituzionali sia, soprattutto, tra gli imprenditori destinatari dell’iniziativa.

Un entusiasmo che si leggeva negli occhi delle persone alle quali veniva esposta, a cominciare da Gianpaolo Miceli (presidente della Consulta dei Giovani Imprenditori) per finire a tutti i ragazzi della Consulta, agli assessori, ai tecnici e agli esperti coinvolti.

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L’ultima volta abbiamo trattato il sempre interessante tema della scarsa qualità dell’informazione condivisa sui Social Network, focalizzandoci in particolare sulle bufale; oggi invece parleremo dei click facili e della regola GMTC.

Appurata la pessima qualità del materiale condiviso dagli internauti, ci poniamo oggi la domanda successiva: qual è la qualità dei contenuti autoprodotti dagli utenti?

E’ facile infatti pigiare sul tastino della condivisione, adattandosi alle buone idee (o pessime, a seconda dei casi) altrui per elemosinare qualche like; il difficile è inventarsi qualcosa di nuovo, un testo, una foto o un video in grado di diventare virale, almeno tra i propri contatti.

L’ho detto e lo ripeto fino alla nausea: non esiste la regola aurea della viralità. Non c’è in sostanza un motivo preciso sul perché un video funziona meglio di un altro; ci sono supposizioni, teorie, magari pure valide, ma non certo prove matematiche.

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bufale

Sono ormai anni che lo sentiamo dire in giro, ma è bene ricordarlo ancora una volta: il web non è né bene né male, è semplicemente un incredibile strumento. Ma pur sempre uno strumento.

Uno strumento nello strumento, alla “Inception” maniera, sono i Social Network, anch’essi del tutto neutri nei loro valori morali. Ammesso che una miriade di server connessi possano avere valori morali.

In quanto potenti mezzi, essi si comportano da amplificatori di contenuti: ogni post, notizia, video o immagine interessante viene condivisa, sommersa di “Like”, resa patrimonio dell’umanità digitale.

Il problema enorme di tutto questo contenuto buttato a casaccio sul web è che, per la stragrande maggioranza, si tratta di prodotto di scarto, roba che neppure il peggior giornaletto o forum di bassa lega degli anni 2000 avrebbe mai preso in considerazione.

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